Tre nuovi accreditamenti. Un solo laboratorio.

Il Laboratorio di Taratura di Orion ha ampliato in modo significativo il proprio perimetro di accreditamento ISO/IEC 17025. Ecco cosa cambia — e perché conta — per chi si occupa di monitoraggio della qualità dell’aria.

Chi lavora nel settore del monitoraggio ambientale sa quanto la taratura degli strumenti non sia una formalità. È il punto di partenza di ogni misurazione affidabile, il fondamento su cui si costruisce la conformità normativa e, in ultima analisi, la credibilità dei dati. Per questo, ogni aggiornamento del perimetro di accreditamento di un laboratorio è una notizia concreta, non un comunicato di routine.

Il Laboratorio di Taratura di Orion — accreditato da Accredia con numero 02031, in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018 — ha chiuso un ciclo di aggiornamenti importante: in pochi mesi, tre nuovi traguardi hanno ridisegnato le capacità del laboratorio e la sua capacità di risposta alle esigenze di clienti, agenzie ambientali e laboratori di controllo.

1. Nuovo accreditamento per la taratura dei calibratori di O₃

Il primo traguardo riguarda la taratura dei calibratori di ozono (O₃) di tipo ultravioletto, ora accreditata anche secondo la norma ISO 13964:1998/Amd 1:2024.

Nella tabella delle tarature accreditate, questa tipologia include la verifica della linearità della funzione di taratura su nove valori di concentrazione — dalla gamma bassa a quella alta dell’intervallo di misura — una procedura più articolata rispetto alle configurazioni a tre o cinque punti previste per gli analizzatori. Un livello di dettaglio che risponde alla natura stessa dei calibratori, strumenti di riferimento che richiedono una caratterizzazione più completa.

2. Allineamento al nuovo valore di consenso per la cross section dell’ozono

Il secondo aggiornamento è più tecnico, ma non per questo meno rilevante: il laboratorio è già allineato al nuovo valore CCQM.O3.2019, ovvero al valore di consenso internazionale aggiornato per la sezione trasversale di assorbimento dell’ozono.

La cross section dell’ozono è il parametro fisico che determina come viene calcolata la concentrazione di O₃ negli analizzatori fotometrici UV. Un valore di riferimento aggiornato significa misure più precise e coerenti con gli standard metrologi internazionali. Per le agenzie ambientali che devono garantire la tracciabilità delle proprie misure, questo aggiornamento non è un dettaglio: è un requisito.

3. Doppia copertura normativa: versioni 2012 e 2025 delle UNI EN ISO

Il terzo traguardo riguarda la copertura normativa per gli analizzatori di O₃, NO, CO e SO₂. Il laboratorio è ora accreditato sulle versioni sia del 2012 sia del 2025 delle seguenti norme:

  • UNI EN 14625 – Analizzatori di ozono (O₃)
  • UNI EN 14211 – Analizzatori di ossido di azoto (NO) a chemiluminescenza
  • UNI EN 14626 – Analizzatori di monossido di carbonio (CO) a infrarossi NDIR
  • UNI EN 14212 – Analizzatori di biossido di zolfo (SO₂) di tipo ultravioletto

Questa doppia copertura è particolarmente importante in una fase di transizione normativa: chi ha strumenti tarati secondo le edizioni 2012 e chi si trova già ad operare sulle versioni 2025 può rivolgersi allo stesso laboratorio, senza interruzioni di servizio e senza dover cercare più fornitori.

Cosa cambia, in pratica

Per le agenzie ambientali e i laboratori che operano secondo le scadenze europee e le indicazioni ISPRA, la disponibilità di un laboratorio accreditato sulle versioni aggiornate delle norme significa poter rispettare i requisiti di conformità senza compromessi sui tempi. Per chi utilizza calibratori di ozono, il nuovo accreditamento ISO 13964:1998/Amd 1:2024 apre la possibilità di una taratura accreditata che prima non era disponibile nel perimetro del laboratorio Orion.

Vuoi sapere se il tuo strumento rientra nel perimetro delle nostre tarature accreditate? Consulta le tabelle di accreditamento o contattaci direttamente: il nostro team è a disposizione per valutare le tue esigenze specifiche.