Data Center e qualità dell’aria: il controllo dell’inquinamento atmosferico
Il panorama digitale italiano sta attraversando una fase di espansione senza precedenti. La trasformazione digitale e la crescente domanda di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale hanno innescato un’accelerazione straordinaria nella realizzazione di data center su tutto il territorio nazionale. A questa rapida crescita infrastrutturale corrisponde però un consumo energetico e idrico di vasta scala, che rende necessari sistemi di monitoraggio ambientale rigorosi per valutare e mitigare l’impatto sul territorio.
Ogni data center prevede, nell’impianto di sistema, importanti gruppi di continuità costituiti da generatori diesel. Questi entrano in funzione in due circostanze: in caso di blackout della rete di alimentazione elettrica principale e durante i test di verifica periodica funzionale. Si parla di potenze installate complessive fino a 200-300 MW: valori di questa entità impongono un controllo sulle immissioni di ricaduta a salvaguardia e monitoraggio dell’ambiente. Tali aspetti sono regolamentati da prescrizioni emesse da organismi e autorità competenti come il MASE e le ARPA regionali, nell’ambito delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e dei Piani di Monitoraggio Ambientale (PMA).
Il ruolo di Orion e la sua proposta operativa
Orion dispone di 13 laboratori mobili, opportunamente equipaggiati per l’esecuzione del monitoraggio dell’inquinamento atmosferico in piena conformità a quanto previsto dal D. Lgs 155/2010 e s.m.i. Tra i vari equipaggiamenti strumentali dedicati a tale scopo figurano analizzatori di CO, NOx, SO2, O3, BTX (VOC), campionatori gravimetrici sequenziali per la misura del particolato PM 2,5, PM 10, PTS in conformità al metodo di riferimento in accordo alla EN UNI 12341, oltre ad analizzatori automatici real time certificati secondo la EN 16450/2017.


